Prendere una cabinovia al mattino e iniziare a camminare già intorno ai 2.000 metri cambia parecchio il modo di organizzare un’escursione a Madonna di Campiglio. Non serve necessariamente cercare percorsi impegnativi: gli impianti estivi permettono anche di raggiungere un rifugio, un lago o un punto panoramico evitando buona parte della salita dal fondovalle. 5 Laghi, Pradalago, Spinale e Grostè danno accesso a zone diverse. La scelta dell’impianto, quindi, dovrebbe dipendere soprattutto da ciò che si vuole fare una volta arrivati in quota.
Con 5 Laghi si entra nel territorio dei laghi alpini e degli itinerari sul versante Adamello-Presanella; da Pradalago si può camminare verso il Lago delle Malghette; Spinale permette di attraversare i pascoli in direzione del Rifugio Graffer; Grostè porta invece direttamente nell’ambiente roccioso delle Dolomiti di Brenta.
Ecco alcune possibilità utili per orientarsi.
5 Laghi: verso il Lago Ritorto
La cabinovia 5 Laghi è uno dei punti di partenza più comodi per chi soggiorna nel centro di Madonna di Campiglio. L’impianto porta rapidamente a circa 2.000 metri e da qui è possibile proseguire verso il Lago Ritorto. Il percorso per Ritorto richiede indicativamente una quarantina di minuti. Non è una lunga escursione, ma si svolge su un vero sentiero di montagna: il primo tratto attraversa a mezza costa un pendio ripido ed è attrezzato in alcuni punti con cordini d’acciaio.
La meta è il maggiore dei laghi che compongono il classico Giro dei 5 Laghi. Arrivare fin qui e tornare alla cabinovia è una possibilità sensata per chi vuole trascorrere qualche ora in quota senza affrontare il giro completo.
Chi ha più allenamento può invece continuare. Ritorto è infatti soltanto il primo dei laghi dell’itinerario che prosegue verso Lambin, Serodoli, Gelato e Nambino. A quel punto, però, non si parla più di una breve passeggiata: il Giro dei 5 Laghi richiede buona parte della giornata e va programmato come un trekking vero e proprio. La cabinovia è quindi utile proprio perché consente di scegliere. Si può raggiungere Ritorto e rientrare oppure sfruttare la quota guadagnata con l’impianto per intraprendere un itinerario decisamente più lungo.
Per gli ospiti della Montanara questa partenza è particolarmente semplice: la stazione della cabinovia 5 Laghi si trova a circa 150 metri dall’hotel. Non è necessario prendere l’auto né cercare parcheggio prima dell’escursione.
Da Pradalago al Lago delle Malghette
Pradalago offre un ambiente diverso. Una volta raggiunta la stazione a monte ci si trova nei pressi del piccolo Lago di Pradalago e del Rifugio Viviani, ai piedi di Cima Zeledria. Da qui uno degli itinerari più interessanti conduce verso il Lago delle Malghette.
È una passeggiata in quota con dislivelli contenuti, adatta anche a famiglie con bambini e ragazzi già abituati a camminare sui sentieri.
Dal Lago di Pradalago si procede verso nord seguendo il sentiero 265. Il percorso attraversa pascoli, mughi e larici e scende progressivamente fino al Rifugio Lago Malghette.
Il lago si trova sul versante della Presanella, circondato dal bosco, con le Dolomiti di Brenta sul lato opposto. Vale la pena percorrerne anche le sponde anziché considerarlo soltanto come punto di arrivo.
Da Malghette si può rientrare seguendo lo stesso itinerario oppure costruire un percorso differente scendendo verso Malga Zeledria e Campo Carlo Magno. Questa seconda soluzione è particolarmente interessante perché evita di dover necessariamente tornare alla stazione a monte di Pradalago.
Prima di scegliere un percorso lineare di questo tipo conviene però verificare come rientrare in centro: navette e trasporti cambiano a seconda del periodo.
Pradalago è quindi una buona scelta quando si cerca una giornata meno impegnativa rispetto ai grandi trekking d’alta quota, ma si vuole comunque camminare tra laghi, pascoli e boschi.
Da Spinale al Rifugio Graffer
Un altro itinerario permette di utilizzare la cabinovia Spinale per salire dal centro di Campiglio e proseguire a piedi verso il Rifugio Giorgio Graffer.
Dalla zona del Monte Spinale si attraversa un ambiente aperto, con un dislivello complessivamente contenuto rispetto a un’escursione iniziata dal fondovalle. L’itinerario passa nei pressi del piccolo Lago Spinale e prosegue verso la zona Grostè.
La particolarità di questa traversata è soprattutto il panorama. Camminando si hanno da una parte le Dolomiti di Brenta e dall’altra il gruppo Adamello-Presanella, con una visuale molto ampia sui due sistemi montuosi che circondano Campiglio.
Il dislivello indicativo è nell’ordine dei 300 metri. Non è quindi una passeggiata completamente pianeggiante, ma l’utilizzo della cabinovia Spinale elimina gran parte della salita iniziale e rende il percorso accessibile anche a escursionisti non particolarmente allenati.
Il Rifugio Graffer si trova nella zona Grostè. Una volta raggiunto si possono valutare diverse possibilità per il rientro, ma è importante farlo prima di partire: quando un’escursione collega due impianti differenti bisogna sempre controllare gli orari di entrambi e lasciare un margine sufficiente per eventuali rallentamenti.
È proprio questo uno degli utilizzi più interessanti degli impianti estivi di Campiglio: non soltanto salire e scendere con la stessa cabinovia, ma costruire traversate che collegano zone diverse.
Grostè: entrare direttamente nelle Dolomiti di Brenta
Con Grostè cambia ancora una volta il paesaggio.
La cabinovia è articolata in due tronchi e permette di raggiungere rapidamente la zona del Rifugio Graffer e, proseguendo, quella del Passo Grostè. Qui il terreno diventa più roccioso e l’ambiente assume l’aspetto tipico dell’alta montagna dolomitica.
Il Rifugio Graffer è raggiungibile in estate in circa 30 minuti dalla stazione intermedia della cabinovia, salendo per prati o strada bianca. Dalla stazione superiore del Grostè, invece, si può scendere verso il rifugio in circa 20 minuti. Questa è una delle possibilità più semplici per chi vuole utilizzare Grostè senza affrontare un lungo trekking.
Salendo fino alla parte alta dell’impianto si raggiunge invece un punto di partenza per itinerari decisamente più impegnativi. Da qui si entra nella rete dei sentieri delle Dolomiti di Brenta, dove la scelta del percorso richiede esperienza, attrezzatura adeguata e una valutazione più attenta delle condizioni.
Non bisogna quindi commettere l’errore di pensare che l’arrivo di una cabinovia renda automaticamente facile ciò che viene dopo. L’impianto elimina la salita iniziale, ma può depositare l’escursionista direttamente in un ambiente di alta montagna.
Per chi non conosce la zona, la soluzione più prudente è scegliere in anticipo un itinerario preciso, controllarne classificazione, dislivello e durata e non improvvisare semplicemente una volta arrivati al Passo Grostè.
Quale impianto scegliere?
Se l’obiettivo è vedere un lago alpino con una camminata relativamente breve, 5 Laghi con il percorso verso Ritorto è una delle combinazioni più immediate.
Per una giornata tranquilla tra pascoli, boschi e acqua, Pradalago e Lago delle Malghette offrono un itinerario diverso e generalmente meno severo dell’alta montagna del Brenta.
Spinale è interessante soprattutto per chi vuole camminare in un ambiente aperto e panoramico e raggiungere il Graffer attraversando la montagna anziché limitarsi a salire e scendere con lo stesso impianto.
Grostè, infine, è il punto da considerare quando si vuole entrare direttamente nell’ambiente delle Dolomiti di Brenta. Può essere utilizzato anche per una breve passeggiata verso il Graffer, ma da qui partono pure itinerari che richiedono ben altra preparazione.
La scelta dovrebbe quindi partire dal percorso e non dalla cabinovia.
C’è anche una questione pratica da considerare: gli impianti non seguono tutti lo stesso calendario. Nell’estate 2026, per esempio, 5 Laghi apre il 18 giugno e termina il servizio il 13 settembre; Pradalago è operativo dal 20 giugno al 20 settembre; Spinale dal 25 giugno al 20 settembre e Grostè dal 25 giugno al 13 settembre.
Date e orari vanno verificati ogni anno, soprattutto per escursioni programmate a giugno o nella seconda metà di settembre.
Quando si organizza una traversata è importante controllare anche l’orario dell’ultima corsa. In montagna una sosta più lunga del previsto, un tratto percorso lentamente o un cambiamento del meteo possono modificare facilmente i tempi.
Gli impianti estivi non servono dunque soltanto a risparmiare fatica. Permettono soprattutto di scegliere meglio dove utilizzare il tempo e il dislivello della giornata: meno salita nel bosco quando non interessa farla, più tempo sui sentieri in quota e la possibilità di costruire percorsi molto diversi partendo direttamente da Madonna di Campiglio.




